venerdì 8 maggio 2015

INNOVAZIONE, CONSULENZA E TRASFERIMENTO DELLE CONOSCENZE LA RICETTA PER IL DOPO QUOTE LATTE 

Nel mese di gennaio scorso, parlando della difficile situazione del mercato del latte che, purtroppo ancora persiste e inquieta i produttori italiani - e non solo quelli - avevamo fornito alcune indicazioni su come affrontare le sfide che attendono il settore, coinvolto, come noto, anche nella incerta stagione del dopo quote latte.
Erano state ipotizzate tre aree di intervento: strumenti di politica agraria per il contrasto al fenomeno della volatilità del mercato in Europa, previsto da tutti in aumento, anche per effetto dell'abbattimento della diga produttiva rappresentata appunto del regime delle quote; l'azione diretta degli operatori economici, attraverso le armi dell'aggregazione, della organizzazione e della ottimizzazione delle performance di impresa (innovazione, produttività, efficienza); infine, avevamo parlato di misure non convenzionali, ovvero residuali, ma non di importanza minore  rispetto alle due precedenti e caratterizzate da una certa dose di originalità e spirito creativo.
L'articolo annunciava future proposte concrete tagliate sulle specifiche esigenze del sistema lattiero-caseario italiano. Riprendiamo oggi il discorso lasciato in sospeso per formulare una prima ipotesi di lavoro che è stata oggetto di valutazione con diversi agenti economici e con alcuni analisti.
Si tratta di questo: lanciare, con una regia a livello nazionale e declinando l'applicazione in base alle specificità territoriali, una massiccia azione di assistenza tecnica e di consulenza a favore delle imprese zootecniche per elevare il livello delle prestazioni individuali e di conseguenza innalzare anche la competitività complessiva di sistema.
In alcune parti ci sono esperienze pilota che vanno in tale direzione. Esse sono basate sul monitoraggio degli indicatori di efficienza e di efficacia, sulla costruzione di benchmark (casi esemplari di riferimento) e sulla erogazione di servizi di consulenza specialistica per accompagnare le singole imprese verso il percorso della ottimizzazione dei risultati.
I migliori studi eseguiti a livello nazionale dimostrano che c'è una forte dispersione attorno alla media dei livelli di efficienza degli allevamenti. Il capitolo sui costi di produzione del Rapporto 2014 dell'Osservatorio sul Mercato dei Prodotti Zootecnici (OMPZ) evidenzia in modo chiaro tale fenomeno. Tra l'allevamento che produce a costi più bassi e quello con costi più alti, c'è un rapporto di 1 a 5. E si badi bene che le differenze esistono anche tra imprese zootecniche di analoga dimensione fisica ed economica e localizzate nella stessa area geografica.
Le performance non sono legate solo alle economie di scala ed all'impatto favorevole o negativo del territorio, ma dipendono, in buona parte, dalla capacità e dalle scelte dell'imprenditore, nel selezionare ed introdurre nella propria azienda le innovazioni e le soluzioni gestionali più pertinenti.
Un progetto di trasferimento delle conoscenze nel settore della zootecnia da latte nazionale, ben congegnato, attuato con professionalità che siano all'altezza delle sfide da intraprendere, tenuto conto del livello di preparazione non trascurabile raggiunto dai nostri imprenditori, governato in modo solido, centrato su tematiche sensibili come l'alimentazione, la produttività del lavoro, l'introduzione di innovazioni, la salute ed il benessere degli animali, non può che agire da straordinaria leva per il progresso del settore, capace di rimuovere le criticità e favorire l'accrescimento della competitività.
Peraltro, per una tale operazione non si intravedono problemi in termini di disponibilità di risorse pubbliche. L'Italia è al primo posto nell'Unione europea per volume di fondi messi a disposizione con il PSR 2014-2020 per il trasferimento della conoscenza e dell'innovazione. Si tratta allora solo di utilizzare nel miglior modo possibile la dotazione allocata; applicando un principio molto semplice: le attività di consulenza, informazione e formazione devono produrre vantaggi per il sistema delle imprese e non per l'articolata struttura burocratica che le ruota attorno.
Siamo convinti che la soluzione qui prospettata, oltre ad essere fattibile, finanziariamente sostenibile e compatibile con le esigenze del sistema produttivo, possa funzionare e, inoltre, potrebbe fornire il non irrisorio effetto di diffondere tra le imprese una cultura verso la collaborazione e l'utilizzo di nuovi strumenti per il governo del settore e per approcci innovativi al mercato.


Ermanno Comegna