mercoledì 7 gennaio 2015

Crisi mercato latte ed interventi di sostegno Ue

Opportuno un dibattito a livello italiano per una posizione in linea con gli interessi del nostro sistema lattiero-caseario 

CRISI MERCATO LATTE: POLITICA UE POCO EFFICACE, URGONO MISURE DI SOSTEGNO E REGOLAZIONE DEL MERCATO  



Nell'ultimo bollettino sulla situazione di mercato del latte, il Milk Marketing Observatory della Commissione UE ci informa che il prezzo medio del latte crudo alla stalla in Europa è pari al 162% del prezzo di intervento virtuale (quest'ultimo è di circa 22 euro per quintale, contro un valore di 35 euro della media effettiva a livello europeo).
Di contro, ci sono alcuni Paesi europei, come ad esempio l'Irlanda, dove il livello di allarme rispetto alla critica situazione del mercato ed alla inadeguatezza degli strumenti di sostegno della PAC (le misure dell'OCM) ha raggiunto vette assai elevate, come evidenziato dalla nota di Leo Bertozzi.
Nel mese di ottobre 2014 (ultimo dato disponibile), gli allevatori irlandesi hanno incassato tra 30 e 32 euro per quintale, con prospettive di ulteriori cali nei mesi successivi.
In altri Paesi membri dell'UE, il prezzo del latte crudo alla stalla tiene, anche per effetto della vischiosità con cui si trasmettono i segnali di mercato lungo la filiera: tant'è che la media comunitaria, come detto, è attorno a 35 euro per quintale.
Le prospettive sono però allarmanti, come si evince chiaramente dai grafici del CLAL, i quali ci dicono che, considerando le più recenti quotazioni europee di burro e latte in polvere scremato, si arriverebbe ad un prezzo equivalente della materia prima sotto la soglia dei 25 euro per quintale. E non si vede ancora all'orizzonte la possibilità che il trend negativo possa essere interrotto ed invertito.
La domanda è allora: cosa fare?
Gli irlandesi chiedono un pacchetto di sostegno realistico per il settore ed esortano le istituzioni europee ad agire in fretta, senza attendere che la crisi diventi così acuta da arrecare danni irreparabili alle imprese zootecniche ed all'industria di trasformazione.  
La Commissione europea è attendista, ma inizia ad avvertire un certo imbarazzo e manifestare qualche preoccupata reazione.
In Italia non c'è stato ad oggi alcun confronto strutturato sul da farsi e ritengo che l'iniziativa del CLAL possa rappresentare un nucleo di riflessione dal quale partire per procedere verso una posizione politicamente spendibile a Bruxelles.
Le mie idee in merito sono le seguenti:
1.      la politica di sostegno per il mercato del latte in Europa è poco efficace nello stabilizzare il prezzo e tutelare il reddito dei produttori agricoli e la fine del regime delle quote di produzione acuirà tale caratteristica;
2.      il Pacchetto latte non ha dato quella scossa di cui si avvertiva il bisogno e che, ritengo, le stesse istituzioni europee si attendevano;
3.      le misure per le prevenzione e gestione del rischio inserite nella nuova politica di sviluppo rurale 2014-2020 richiedono tempo per essere attivate;
4.      il sistema lattiero-caseario italiano presenta delle evidenti peculiarità (focalizzazione sulla qualità, sui prodotti a valore aggiunto, sul legame territoriale e sulla freschezza dei prodotti). Si pone allora il dilemma se possano andare bene obiettivi e strumenti di politica agraria uguali per l'intera UE, oppure sarebbe meglio un approccio differenziato, magari con una certa autonomia nazionale.

Nell'immediato sono convinto della necessità e della urgenza di attivare un pacchetto di misure di supporto al mercato del latte in Europa, ricalcando l'esperienza del 2009, quando la Commissione UE intervenne con un certo successo, nel contrastare una difficile crisi.
Nel medio termine, invece, ci sarebbe la necessità di una modifica dell'azione di regolazione di mercato eseguita attraverso i meccanismi della PAC. Questi non sembrano essere del tutto funzionali. 


Ermanno Comegna 

Nessun commento:

Posta un commento